Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post

martedì 18 dicembre 2007

300 Euro

giovedì 15 novembre 2007

APPLICANDO

Era il maggio del 1983 quando una timida rivista di informatica apparve sul mercato Italiano. Sto parlando di Applicando.

Ecco un copia e incolla della pagina 5 della rivista numero 1.
Oggi, quella pagina si chiama "_login", ma nel 1983 era semplicemente un ritaglio di una pagina bianca con su scritto:

C'erano una vota i sacerdoti. Come tonaca indossavano
il camice bianco, e nelle loro sacrestie isolate e
condizionate l'ingresso di un comune mortale sarebbe stato
sacrilegio. Predicavamo il verbo del computer senza
possibilità di contraddittorio: questo si può fare, quest' altro
non si può fare; questo si deve fare così e con questi
costi, quest'altro invece così e a questo prezzi.
Per noi, umili impiegati, dirigenti, ingegneri, avvocati, architetti, professionisti, il latinorum del computer era
indecifrabile e alieno. Non supponevamo nemmeno la
possibilità di un computer amichevole, piccolo, accessibile,
piacevole.
Ora il nostro elaboratore personale l'abbiamo
conquistato. Ci serve. Ci aiuta. Ci diverte, anche. Sappiamo
che potrebbe servirci di più. Aiutarci di più. Divertirci di
più, anche. Però il tempo è tiranno, abbiamo le nostre
occupazioni e il computer per noi non può diventare un fine,
deve restare un mezzo. Ah, ci fossi qualcuno capace di dire
come si fa!, ci sorprendiamo a dire. Ah, potessimo chiamare
qualcuno a programmarlo per far questo e quello!, ci
sorprendiamo a pensare ...
Il ritorno alla logica del sarcerdote in camice bianco è
in aggiunto. Applicando nasce perché ciascuno possa
continuare a essere padrone del suo computer senza bisogno
di intermediari con o senza camice. Per aiutare a usare
meglio il computer Apple. Per informare su tutto quel che
c'è di nuovo, ma anche per imparare, tutti insieme, a ottenere
sempre qualcosa in più dal piccolo gioiello che teniamo sul
tavolo, a portata di dita.

Queste belle parole danno il benvenuto a tutti i lettori, e racchiudono in se l'atmosfera che si respirava nel non troppo lontano 1983.
Questo "_login", è stato scritto da Stefano Benvenuti, all'epoca, il Direttore Responsabile di Applicando.

Ecco l'immagine della copertina della rivista numero 1.


Tratto dall'articolo di Paolo Di Leo su Italiamac.it

martedì 13 novembre 2007

DIMMI COME TI CHIAMI TI DIRO' CHE CYBORG SEI


Biomechanical Electronic Battle Organism


Get Your Cyborg Name

NABAZTAG

Chi o cosa è NABAZTAG? Qual'è la pronuncia esatta? Dove caspita cade l'accento?

La prima volta che mi sono imbattuto in questo termine credevo fosse il nome di una nuova bottiglia di champagne dalla capacità stratosferica ( per i poco informat vedere la sezione Contenitori su questa pagina ). E invece di cosa si tratta?!?! UN CUNELLO! :o

Devo ammettere che la prima volta che l'ho visto mi ha subito affascinato...ero follemente attratto da questo singolare oggetto...sito subito aggiunto tra i preferiti ma altrettanto velocemente finito nel dimenticatoio.

Giusto qualche settimana fa durante una tipica navigata tra i meandri della rete mi imbatto nuovamente in lui...e nel giro di qualche minuto mi accorgo di quanti thread gli siano stati dedicati...e da qui l'odio profondo...è divenuto un personaggio troppo popolare...ora basta!

L'unico vero personaggio appartenente all'ordine dei Lagomorfi e nello specifico alla famiglia dei conigli e la sola unica ed insostituibile Nanà!!!


Per i curiosi e soprattutto per quelli che ancora non credono in San.Google eccovi il link al sito ufficiale.

giovedì 26 luglio 2007

ANAMORFISMO

L'anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, tale per cui il soggetto originale sia riconoscibile solamente guardando l'immagine da una posizione precisa. L'etimo del termine chiarisce e precisa che siamo di fronte a immagini SENZA FORMA (alfa privativo), pertanto l'anamorfismo si identifica maggiormente con le immagini che apparentemente non hanno nessuna forma riconoscibile, ma che si distinguono per mezzo di uno specchio, meglio se leggermente curvo.

Il soggetto originale può essere una figura piana oppure un oggetto tridimensionale. Nel secondo caso, l'osservatore dell'anamorfismo percepirà la figura come tridimensionale. In altri casi la visione è possibile utilizzando uno specchio curvo o cilindrico.

La tecnica è tuttora usata nel cinema, nel teatro e nel settore pubblicitario. Nella tecnica cinematografica CinemaScope, l'anamorfismo è utilizzato per riprendere un formato di schermo con rapporto base/altezza differente da quello della pellicola. Speciali lenti (lenti anamorfiche)comprimono l'immagine lateralmente (compressione anamorfica) al momento della ripresa e la riespandono durante la proiezione.

Un artista, Julian Beever, si è specializzato nel disegnare sui marciapiedi formidabili opere anamorfiche, tali che i passanti percepiscano cavità nel marciapiede o oggetti tridimensionali che in realtà non esistono. Ha prodotto i suoi capolavori in vari paesi del mondo, come Francia, Inghilterra e Australia e nel 2004 diventa famoso su internet grazie ad una mail-catena pubblicizzante le sue opere. Beever non è il solo artista di questo tipo: famose sono anche le creazioni del suo collega Kurt Wenner.

Ecco un video di Beever in azione:

martedì 26 giugno 2007

...

Per questa news che ho appreso purtroppo con qualche giorno di ritardo non voglio spendere più di tante parole perchè mi stanno girando le balle più che mai!

Lascio a voi lettori questo link, documentatevi e diffondente più che potete la news, certe cose devono essere sapute. Lo so che è un controsenso pretendere la diffusione di una news senza parlarne ma concedetemi questo paradosso.

Ecco il link.

domenica 24 giugno 2007

BLOG

Un blog è un diario in rete, il termine blog è la contrazione di web log, ovvero "traccia su rete".

Fenomeno che ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America per poi diffondersi anche in Italia nel 2001 con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.


Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997.
La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).

Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggioHTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template (ne esistono diverse centinaia).

Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene links ad altri blog è definita blogroll.

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

  1. Un blog può essere pubblico o privato (solo utenti autorizzati alla lettura)
  2. Su un blog si può pubblicare quello che pare, senza infrangere le normative di legge in merito a diffamazione, copyright, ecc.
  3. Un blog è facile da usare, non necessita di competenze tecniche particolari.
  4. Tutte le pubblicazioni, chiamate post, vengono generalmente visualizzate in ordine cronologico inverso cioè dal più nuovo al più vecchio.
  5. Un blog mantiene l'archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che viene pubblicato.
  6. Chi legge può lasciare commenti a quello che è stato scritto, in alcuni casi solo dopo essersi registrato.
  7. Esistono anche blog privi di commenti.
  8. Aprire un blog è gratuito.
  9. Un blog permette di avere un'identità alternativa.
  10. È possibile aggiornare il blog da qualsiasi parte del mondo, è sufficiente avere a disposizione un accesso ad internet.
  11. Alcune piattaforme di blogging (ad esempio WordPress) permettono di pubblicare post via e-mail.
  12. Esistono blog, denominati moblog, che sono accessibili o utilizzabili con un telefono cellulare o un palmare (in grado di connettersi a servizi di rete).

sabato 23 giugno 2007

As.C.I.I.

Associazione Consumatori Italiani su rete Internet dal 1995 a difesa dei consumatori.

Questo post è fatto di poche righe, un semplice consiglio, appena potete visitate questo sito e iniziate a leggere! Quando siete in pausa, tra un video ed una foto divertenti leggete anche qualche articolo di buona informazione.

mercoledì 31 gennaio 2007

STAY HUNGRY. STAY FOOLISH

Questo è il discorso fatto da Steve Jobs quando ha ricevuto la laurea ad honorem dalla Stanford University di Palo Alto.

“Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull’unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi “addio”.

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.”


mercoledì 17 gennaio 2007

NAU IU CHEN DAUNLOD

Più di una persona mi ha chiesto:"come fai a scaricare i video da YouTube?" La mia risposta è sempre stata:"adesso lo scrivo sul blog". E' passato qualche mese dall'ultima volta che ho dato questa risposta, chiedo venia! Questa mattina mi ci sono messo di tutto cuore ed ho anche realizzato dgli screenshot che renderanno, almeno spero, il tutto più semplice, soprattutto per i meno pratici.

N.B. Ogni riferimento a 50Lire e Zorro è puramente casuale.

La procedura è applicabile solo al browser Firefox, chi non fosse in possesso di tale software può scaricarlo cliccando nel link in fondo alla barra laterale del blog. Una volta scaricato ed installato il programma basta seguire questa semplice guida.

Seguiamo passo-passo il procedimento:

1) Avviare Firefox.

2) Cliccare sulla "Barra dei Menu" su "Visualizza" e quindi su "Componenti aggiuntivi"





3) Si aprirà una finestra, cliccate su "Estensioni" e poi su "scarica estensioni"



4) Si aprira una nuova pagina con l'elenco delle componenti aggiuntive suddivise per categorie, andate in fono alla pagina e scrivte nell'apposito spazio di ricerca: "Fast video download".



5) Il primo risultato della vostra ricerca sarà appuno "Fast video download" cliccate


6) Si aprirà una nuova finestra, scorrete la pagina fino a che non troverete un pulsante verde con scritto "Install now" cliccate


7) Comparirà quindi una finestra che dopo un'attesa di 3 secondi circa farà apparire il pulsante "Installa adesso"
8) Una volta che l'installazione sarà terminata cliccate su "Riavvia Firefox"


9) Una volta riavviato Firefox potete verificare l'avvenuta installazione del componente semplicemente verificando la presenza di un'iconcina in basso a destra della finestra:



10) E' giunto il momento di utilizzare questo simpatico strumento. Andate su youtube e cercate un video che vi interessa, per maggior sicurezza aspettate ce il video venga completamente caricato:

11) Ora cliccate sull'iconcina che si trova in basso a destra. Se si dovesse visualizzare una piccola finestra con scritto: "Impossibile visualizzare i dati richiesti" cliccate su OK e ripetete l'operazione. Altrimenti dovrete solo decidere in quale cartella salvare il file e quale evetuale nome dare al file nel vostro computer.



Per qualsiasi problema o chiarimento sono a vostra completa disposizione sperando di poter essere esauriente nelle spiegazioni.


giovedì 9 novembre 2006

LA NOSTRA GENERAZIONE

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi,ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.co.co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fattia ccaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, i Voltron, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita. L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi. Viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag. Facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P

Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo
imparato a crescere con tutto ciò.

Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

martedì 24 ottobre 2006

NEW SPECIAL CHAT

Vuoi parlare con Dio? Senti il bisogno di confessare tutti i tuoi peccati direttamente a lui o di chiedergli qualsiasi cosa sapendo che lui è in grado di realizzarla?

...ebbene ora puoi!

Grazie a questa Chat parli direttamente con lui.

N.B. ringrazio per la segnalazione "Scrauso Dentro".

venerdì 20 ottobre 2006

NON SONO IO

Ma io dico, vi sembra questo il modo di comportarsi!
Non ho nulla a che fare co sta gente io, a dirla tutta non ho neanche visto di cosa tratta il sito, m'è bastato leggere l'URL per sentirmi infastidito.
Facciamo così dategli uno
sguardo e fatemi sapere,ciao e grazie.

mercoledì 18 ottobre 2006

COME LA MAMMA L'HA FATTA

Quando ho visto questo video ho pensato: "wow, sapevo che un pò di trucco e l'abile mano di un 'photoshop-user' poteva migliorare l'aspetto di una persona ma in questo caso si tratta di un mezzo miracolo."
I miei complimenti alla Dove che ha realizzato questo spot innovativo e controtendenza, basta con le creme magiche e le maschere rigeneranti, sappiate valutarvi senza rimanere schiave dell'estetica, la perfezione fisica non esiste.
Volete apparire bene in foto? Imparate ad usare Photoshop! :-)


THE TRANSFORMERS

In attesa del 07.04.07 ripassiamo insieme il testo:


Something evil's watching over you
Comin' from the sky above
And there's nothing you can do

Prepare to strike
There'll be no place to run
When your caught within the grip
Of the evil Unicron

Transformers
More than meets the eye
Transformers
Robots in Disguise

Strong enough to break the bravest heart
So we have to pull together
We can't stay worlds apart

To stand divided we will surely fall
Until our darkest hour
When the light will save us all

Transformers
More than meets the eye
Transformers
Robots in Disguise
Transformers

Autobots wage their Battle
To destroy the evil forces
Of the Decepticons

It's judgment day and now we've made our stand
And now the powers of darkness
Have been driven from our land

The Battle's over but the war has just begun
And this way it will remain til the day when all are one

Transformers
Transformers
Transformers
Transformers
More than meets the eye

lunedì 16 ottobre 2006

APPLICATIVU CARUCCITTU

Evviva, ero sicuro che prima o poi l'avrei trovato! Durante le lunghe ricerca con il fedele Google mi chiedevo "ma è mai possibile che non ci abbia pensato nessuno?.....dovrò farlo io?".
Finalmente l'ho trovato! E' il programma indispensabile per chi vuole convivere serenamente con il proprio computer. Basta problemi, basta arrabbiature inutili, solo certezze e sicurezze!



...Ah dimenticavo, eccovi il
link!

lunedì 21 agosto 2006

A VOLTE RITORNANO

Ebbene si, dopo giorni e giorni, ma che dico giorni,
settimane e settimane di lunga assenza sono finalmente tornato.
So benissimo che non è l'evento dell'anno ma se suscita tanto clamore il ritorno di "Lucignolo - Bellavita" perchè non posso farlo io?!

Tante le cose successe, tante le storie da raccontare, tante le esperienze da condividere!

Oddio aiutatemi sembro davvero quello di Lucignolo, cambiate canale!!!

giovedì 6 luglio 2006

LE ULTIME PAROLE FAMOSE

"I Videogiochi non influenzano i bambini.
Voglio dire, se PACMAN avesse influenzato la nostra generazione,
staremmo tutti saltando in sale oscure,
masticando pillole magiche e
ascoltando musica elettronica ripetitiva"

Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989


Pochi anni dopo nacquero le feste Rave,
la musica Techno e l'Ecstasy

martedì 4 luglio 2006

INAUGURAZIONE DEL BLOG!

Venghino siori venghino!
Il Sig.Bebo è lieto di darvi
il benvenuto nel suo blog
Sarà un piacere avervi come ospiti
Lasciate pure un commento