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giovedì 15 novembre 2007

APPLICANDO

Era il maggio del 1983 quando una timida rivista di informatica apparve sul mercato Italiano. Sto parlando di Applicando.

Ecco un copia e incolla della pagina 5 della rivista numero 1.
Oggi, quella pagina si chiama "_login", ma nel 1983 era semplicemente un ritaglio di una pagina bianca con su scritto:

C'erano una vota i sacerdoti. Come tonaca indossavano
il camice bianco, e nelle loro sacrestie isolate e
condizionate l'ingresso di un comune mortale sarebbe stato
sacrilegio. Predicavamo il verbo del computer senza
possibilità di contraddittorio: questo si può fare, quest' altro
non si può fare; questo si deve fare così e con questi
costi, quest'altro invece così e a questo prezzi.
Per noi, umili impiegati, dirigenti, ingegneri, avvocati, architetti, professionisti, il latinorum del computer era
indecifrabile e alieno. Non supponevamo nemmeno la
possibilità di un computer amichevole, piccolo, accessibile,
piacevole.
Ora il nostro elaboratore personale l'abbiamo
conquistato. Ci serve. Ci aiuta. Ci diverte, anche. Sappiamo
che potrebbe servirci di più. Aiutarci di più. Divertirci di
più, anche. Però il tempo è tiranno, abbiamo le nostre
occupazioni e il computer per noi non può diventare un fine,
deve restare un mezzo. Ah, ci fossi qualcuno capace di dire
come si fa!, ci sorprendiamo a dire. Ah, potessimo chiamare
qualcuno a programmarlo per far questo e quello!, ci
sorprendiamo a pensare ...
Il ritorno alla logica del sarcerdote in camice bianco è
in aggiunto. Applicando nasce perché ciascuno possa
continuare a essere padrone del suo computer senza bisogno
di intermediari con o senza camice. Per aiutare a usare
meglio il computer Apple. Per informare su tutto quel che
c'è di nuovo, ma anche per imparare, tutti insieme, a ottenere
sempre qualcosa in più dal piccolo gioiello che teniamo sul
tavolo, a portata di dita.

Queste belle parole danno il benvenuto a tutti i lettori, e racchiudono in se l'atmosfera che si respirava nel non troppo lontano 1983.
Questo "_login", è stato scritto da Stefano Benvenuti, all'epoca, il Direttore Responsabile di Applicando.

Ecco l'immagine della copertina della rivista numero 1.


Tratto dall'articolo di Paolo Di Leo su Italiamac.it

lunedì 9 luglio 2007

FIAT DIFFERENT

Marchionne: "Siamo la Apple dell'auto e la 500 è il nostro iPod. La Fiat non creperà più: ora dobbiamo diventare i migliori"..."Apple è un insieme di valori e di cose eleganti e coerenti"

Questo lo spot della nuova Fiat 500


Questo lo spot THINK DIFFERENT a cui Marchionne si è ispirato.

domenica 24 giugno 2007

BLOG

Un blog è un diario in rete, il termine blog è la contrazione di web log, ovvero "traccia su rete".

Fenomeno che ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America per poi diffondersi anche in Italia nel 2001 con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.


Il termine weblog è stato creato da Jorn Barger nel dicembre del 1997.
La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).

Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).

La struttura è costituita, solitamente, da un programma di pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web, anche senza conoscere necessariamente il linguaggioHTML; questa struttura può essere personalizzata con vesti grafiche dette template (ne esistono diverse centinaia).

Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene links ad altri blog è definita blogroll.

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

  1. Un blog può essere pubblico o privato (solo utenti autorizzati alla lettura)
  2. Su un blog si può pubblicare quello che pare, senza infrangere le normative di legge in merito a diffamazione, copyright, ecc.
  3. Un blog è facile da usare, non necessita di competenze tecniche particolari.
  4. Tutte le pubblicazioni, chiamate post, vengono generalmente visualizzate in ordine cronologico inverso cioè dal più nuovo al più vecchio.
  5. Un blog mantiene l'archivio storico facilmente accessibile di tutto quello che viene pubblicato.
  6. Chi legge può lasciare commenti a quello che è stato scritto, in alcuni casi solo dopo essersi registrato.
  7. Esistono anche blog privi di commenti.
  8. Aprire un blog è gratuito.
  9. Un blog permette di avere un'identità alternativa.
  10. È possibile aggiornare il blog da qualsiasi parte del mondo, è sufficiente avere a disposizione un accesso ad internet.
  11. Alcune piattaforme di blogging (ad esempio WordPress) permettono di pubblicare post via e-mail.
  12. Esistono blog, denominati moblog, che sono accessibili o utilizzabili con un telefono cellulare o un palmare (in grado di connettersi a servizi di rete).

sabato 23 giugno 2007

As.C.I.I.

Associazione Consumatori Italiani su rete Internet dal 1995 a difesa dei consumatori.

Questo post è fatto di poche righe, un semplice consiglio, appena potete visitate questo sito e iniziate a leggere! Quando siete in pausa, tra un video ed una foto divertenti leggete anche qualche articolo di buona informazione.

CRONACA DI UN "SOGNO" 6°PARTE

Ebbene si! Dopo mesi e mesi di lunga assenza eccomi qui di nuovo sul mio blog!

Un ritorno per me particolarmente gradito visto che con gioia vi comunico finalmente l'acquisto del mio primo Mac! A dir la verità ancora non ci credo, so solo che giovedì mattina ho effettuato l'ordine e che ieri pomeriggio è stato fatto il bonifico. Finchè non vedrò lo scatolone tra le mie mani e non mi accerterò che mi hanno effettivamente consegnato un portatile made in Cupertino non potrò credere di aver realizzato un sogno.

Il GRAZIE più grande va ai miei genitori che stressati per anni e anni hanno deciso di anticiparmi i soldi sperando di avere un pò di pace. Per la cronaca ho iniziato a restituire i dindini, ho infatti già versato loro la mia ultima busta paga McDonald's.

Per i più curiosi egli amanti dei veri computer ecco i dettagli del prodotto:

MacBook Pro

  • Intel Core 2 Duo a 2,2GHz
  • 2GB 667 DDR2 SDRAM - 2x1GB
  • Disco rigido Serial ATA da 120GB (5400 giri/min)
  • MacBook Pro 15" con schermo widescreen
  • SuperDrive 8x (DVD+R DL/DVD±RW/CD-RW)
  • Tastiera retroilluminata (Italiano) & Mac OS (Italiano)
  • Bluetooth 2.0
  • Apple Remote
  • Power Adapter
  • Battery
Appena arriverà verrà immortalato ogni istante dello spacchettamento, realizzando un vero e proprio book fotografico che pubblicherò sul mio account flickr.

Ringrazio quanti visitano il mio blog specie tutti quelli che lo hanno fatto negli ultimi mesi con la speranza di trovare qualcosa di nuovo, non temete non sarete delusi!

Bebo.

sabato 28 aprile 2007

THE PIANO

giovedì 19 aprile 2007

MICROSOFT iPOD

giovedì 22 marzo 2007

SPEGNE SO COSO



Vi segnalo questa iniziativa molto interessante, ne ero a conoscenza già da tempo ma ho pensato di pubblicare la news solo ora perchè credo sia più facile ricordarsi la data dell'evento. Fatemi sapere cosa ne pensate e se aderirete o no.

mercoledì 21 marzo 2007

CHE LAVORACCIO!

Vi siete mai chiesti cosa faccia muovere il puntatore del mouse sul vostro schermo?
Ecco svelato il mistero!

lunedì 26 febbraio 2007

QUELLI CHE ...

Quelli che hanno un amico che ne capisce di piccì, oh yeah.
Quelli che, sì, il Mac è bellino, ma non ci sono programmi, oh yeah.
Quelli che i Mac costano troppo, oh yeah.
Quelli che ultimamente i Mac costano troppo poco perché risparmiano sui componenti, oh yeah.
Quelli che il mouse rotondo è bellissimo, oh yeah.
Quelli che col Mac ci lavorano e il mouse rotondo glielo avrebbero infilato in quel posto a Jonathan Ive, oh yeah.
Quelli che cos’è quello? Hai il clitoride sul mouse? Oh yeah.
Quelli che, no, un Mac no perché non va con la mia stampante Centronics, oh yeah.
Quelli che quando muore Steve Jobs la Apple è nella merda, oh yeah.
Quelli che se non muore Steve Jobs vado io e ci sparo, oh yeah.
Quelli che l’iPod, oh yeah.
Quelli che l’iPhone, oh yeah.
Quelli che l’iPhone è talmente bello che quasi quasi lo compro, oh yeah.
Quelli che non ci sarà un iPod basato su memoria flash, oh yeah.
Quelli che ripetono “non ci sarà un Mac con Intel”, oh yeah.
Quelli che il mouse a due tasti non serve a niente, oh yeah.
Quelli che… quelli che quando vedono la pubblicità Apple con Dario Fo si commuovono, oh yeah.
Quelli che però il migliore era Steve Wozniak, oh yeah.
Quelli che il Segway è bellino e facile ma son riuscito lo stesso a schiantarmici, oh yeah.
Quelli che Steve Jobs è sexy, oh yeah.
Quelli che Bill Gates sarà pure ricco, ma ha la faccia da pirla, oh yeah.
Quelli che volevano bene a Tony Stanley, oh yeah.
Quelli che si incazzavano quando il Mac andava in bomba e adesso quando hanno un kernel panic sorridono perché l’ultimo l’hanno avuto un anno fa, oh yeah.
Quelli che l’USB non durerà, oh yeah.
Quelli che Firewire? No, grazie, io uso Explorer, oh yeah.
Quelli che hanno usato Photoshop 1.0, oh yeah.
Quelli che hanno comprato un iPod Shuffle la sera del keynote, oh yeah.
Quelli che la sera di un keynote è come una finale di coppa, oh yeah.
Quelli che io uso Mac, non piccì, prego, oh yeah.
Quelli che il Mac è figo, ma è Gandini il più mona, oh yeah.
Quelli che non hanno mai usato Windows in vita loro, oh yeah.
Quelli che le mando un puntodoc, oh yeah.
Quelli che Steve Jobs mi ricorda mio cugino, ma con più soldi, oh yeah.

Quelli che amano i Mac, ma li odiano, eppure continuano ugualmente ad amarli.
Oh yeah.

(postata originariamente su Ping!)

sabato 24 febbraio 2007

ICON STORY

Ecco cosa accade sul vostro computer quando voi non ci siete.

giovedì 22 febbraio 2007

THIS IS THE END

Albert Einstein disse: "Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana ma riguardo l'universo ho ancora dei dubbi. "

Ora possiamo dire che anche Internet non è infinito, cliccare qui per credere.

martedì 6 febbraio 2007

FISCHIA SE LA CONOSCO STA CANZONE

AGGIORNAMENTO: LA TELEPATIA COLPISCE ANCORA, IL SOCIO PUBBLICA LO STESSO POST QUALCHE MINUTO PRIMA. PECCATO CHE CE NE SIAMO ACCORTI QUALCHE ORA DOPO!

Ok diciamoci la verità, cercare di riprodurre il ritornello della canzone che stiamo cercando da giorni, mesi, anni battendo i pulsanti della tastiera del nostro computer non è facilissimo. Per dirla tutta, anche se fossimo in grado di eseguire quella mistica musichetta, il fantomatico programmino che ci dovrebbe aiutare e darci immensa gioia per la scoperta di quel titolo maledetto ci tradirà sicuramente fallendo nel suo unico compito. Cosa facciamo quando non conosciamo il testo di una canzone e vogliamo farla capire a qualcuno?......LA FISCHETTIAMO!

E allora andate da MIDOMI a fischiettare.

N.B. Questo sito mi è stato segnalato dall'amica Tapparella, che ha anche testato la funzionalità del servizio e non porta una buona testimonianza, ecco le sue testuali parole: " l'ho provato è difficilissimo! è che ha un archivio di canzoni infinito e quindi te vengono fuori molti titoli che poi puoi ascoltare, tranne quello che volevi naturalmente! "

lunedì 5 febbraio 2007

WOW CHE SPOT

giovedì 1 febbraio 2007

METTIAMO TUTTO ALL'ASTA

Ora è sicuro, non c'è limite a nulla! dopo aver messo all'asta per pura provocazione la propria vita, ecco delle offerte davvero particolari, a me piace la seconda!


"Vendo i punti della patente di mia nonna"

Un'inchiesta di QuattroRuote porta alla luce un mercato nero online dei punti patente: su internet è possibile quindi ricaricare illegalmente la propria patente. Ma l'escamotage non è solo figlio di internet, spesso si accollano a parenti anziani le proprie infrazioni...

Internet è lo specchio amplificato del mondo reale, dove si trova tutto più facilmente e velocemente. Perchè allora non trovare i punti patente persi a causa di infrazioni alla guida più o meno gravi? Da un inchiesta di QuattroRuote emerge come nel mondo virtuale si stia diffondendo la prassi di acquistare punti patente, già diffusa nel mondo reale. E così sempre più spesso troviamo annunci del tipo:

"Cerco qualcuno che accetti di dichiarare che era alla guida al momento dell'infrazione: per il valore del disturbo discutiamone..."

fino al patetico:

"Ho assoluta necessità di utilizzare la vettura per lavoro e sulla mia patente rimangono solo due punti, ma ho appena preso una multa che ne vale quattro e sono disperato"
altro che i mitici annunci dei giornali per ragazzi Cioè e simili.

E alla richiesta di punti patente si contrappone un'offerta corredata di prezzi e disponibilità:


"Vendo i punti della patente di mia nonna"

e altri annunci simili, i cui prezzi variano da 400 euro per un punto fino a 2.900 euro per un carnet di otto punti.

Come funziona il traffico di punti patente
E' inutile demonizzare internet, questo comportamento è nato nella vita reale: esiste già da tempo l'abitudine di attribuire le infrazioni alle persone anziane che ancora dispongono della patente (che spesso non guidano praticamente più), soprattutto nonni e nonne. In ogni caso si tratta di un reato grave, secondo quanto previsto dall'articolo 483 del Codice penale, che può portare ad una possibile condanna da tre mesi a due anni, con multe che vanno dai cento euro per un solo punto ai 500 euro di chi ha commesso un'infrazione che comporta la sospensione della patente.

Quanti di voi stanno per visitare Ebay o altri siti di annunci per andare a recupare qualche punto patente prima che il legislatore riesca a frenare veramente questo traffico?



Ragazzi vendo una scoreggia in un barattolo!!

Vendo il barattolo della foto con all'interno una scoreggia intrappolata!!

Utilissima per:

-Essere usata come soprammobile!!
-Da aprire e sniffare nei momenti difficili
-Da fare annusare a tutti gli amici
-Iniziare la vostra collezione di scoreggie in barattolo!!
-Rinfrescare gli ambienti
-Fare gli scherzi in ascensore!!

Inoltre vi ricordo che il barattolo:
-E' piccolo quindi potete portarlo sempre ocn voi!
-E' ermetico qundi la fragranza durerà per anni!
-E' leggero e maneggievole!!
-Non contiene gas dannosi per il buco dell'ozono!!
-E' un'ottima idea regalo!!

NB: La scorreggia all'interno è disponibile in 3 gusti differenti:

-FAGIOLO DI CAMPAGNA
-MANDARINO CINESE
-PANNOLINO

Quindi cosa aspettate?? Aggiudicatevi subito l'asta e fate "morire" di "invidia" i vostri amici!! L'annuncio è vero, anche se presto sarà probabilmente rimosso.
Ecco la fotografia ufficiale del prodotto:
scoreggia-vendita-su-ebay-scoreggiainvendita.jpg
e uno screenshot (immagine catturata) della pagina su Ebay:
scoreggia-vendita-su-ebay-scoreggiaebay.jpg
correte a comprarla prima che sia troppo tardi!



mercoledì 31 gennaio 2007

STAY HUNGRY. STAY FOOLISH

Questo è il discorso fatto da Steve Jobs quando ha ricevuto la laurea ad honorem dalla Stanford University di Palo Alto.

“Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull’unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi “addio”.

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.”


DESKTOP TALES

Questo è un vero e proprio talento!

Le vignette sono davvero ben fatte! I dialoghi a tratti esilaranti! Le parole servono a poco, guardate voi stessi questa splendida collezione!

N.B. Una lode speciale per aver scelto l'Imac G4 come rappresentante del mondo Apple!


IOAR POTENCION AUAR PESCION...

sabato 20 gennaio 2007

ANIMATOR VS ANIMATION

Questo è un vero e proprio capolavoro d'animazione digitale!

Animator vs Animation macromedia flash professional 8 logiciel un personnage animé se bat contre le curseur et l'animateur xiaoxiao , Animation Flash