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giovedì 15 novembre 2007

APPLICANDO

Era il maggio del 1983 quando una timida rivista di informatica apparve sul mercato Italiano. Sto parlando di Applicando.

Ecco un copia e incolla della pagina 5 della rivista numero 1.
Oggi, quella pagina si chiama "_login", ma nel 1983 era semplicemente un ritaglio di una pagina bianca con su scritto:

C'erano una vota i sacerdoti. Come tonaca indossavano
il camice bianco, e nelle loro sacrestie isolate e
condizionate l'ingresso di un comune mortale sarebbe stato
sacrilegio. Predicavamo il verbo del computer senza
possibilità di contraddittorio: questo si può fare, quest' altro
non si può fare; questo si deve fare così e con questi
costi, quest'altro invece così e a questo prezzi.
Per noi, umili impiegati, dirigenti, ingegneri, avvocati, architetti, professionisti, il latinorum del computer era
indecifrabile e alieno. Non supponevamo nemmeno la
possibilità di un computer amichevole, piccolo, accessibile,
piacevole.
Ora il nostro elaboratore personale l'abbiamo
conquistato. Ci serve. Ci aiuta. Ci diverte, anche. Sappiamo
che potrebbe servirci di più. Aiutarci di più. Divertirci di
più, anche. Però il tempo è tiranno, abbiamo le nostre
occupazioni e il computer per noi non può diventare un fine,
deve restare un mezzo. Ah, ci fossi qualcuno capace di dire
come si fa!, ci sorprendiamo a dire. Ah, potessimo chiamare
qualcuno a programmarlo per far questo e quello!, ci
sorprendiamo a pensare ...
Il ritorno alla logica del sarcerdote in camice bianco è
in aggiunto. Applicando nasce perché ciascuno possa
continuare a essere padrone del suo computer senza bisogno
di intermediari con o senza camice. Per aiutare a usare
meglio il computer Apple. Per informare su tutto quel che
c'è di nuovo, ma anche per imparare, tutti insieme, a ottenere
sempre qualcosa in più dal piccolo gioiello che teniamo sul
tavolo, a portata di dita.

Queste belle parole danno il benvenuto a tutti i lettori, e racchiudono in se l'atmosfera che si respirava nel non troppo lontano 1983.
Questo "_login", è stato scritto da Stefano Benvenuti, all'epoca, il Direttore Responsabile di Applicando.

Ecco l'immagine della copertina della rivista numero 1.


Tratto dall'articolo di Paolo Di Leo su Italiamac.it

lunedì 9 luglio 2007

FIAT DIFFERENT

Marchionne: "Siamo la Apple dell'auto e la 500 è il nostro iPod. La Fiat non creperà più: ora dobbiamo diventare i migliori"..."Apple è un insieme di valori e di cose eleganti e coerenti"

Questo lo spot della nuova Fiat 500


Questo lo spot THINK DIFFERENT a cui Marchionne si è ispirato.

sabato 23 giugno 2007

CRONACA DI UN "SOGNO" 6°PARTE

Ebbene si! Dopo mesi e mesi di lunga assenza eccomi qui di nuovo sul mio blog!

Un ritorno per me particolarmente gradito visto che con gioia vi comunico finalmente l'acquisto del mio primo Mac! A dir la verità ancora non ci credo, so solo che giovedì mattina ho effettuato l'ordine e che ieri pomeriggio è stato fatto il bonifico. Finchè non vedrò lo scatolone tra le mie mani e non mi accerterò che mi hanno effettivamente consegnato un portatile made in Cupertino non potrò credere di aver realizzato un sogno.

Il GRAZIE più grande va ai miei genitori che stressati per anni e anni hanno deciso di anticiparmi i soldi sperando di avere un pò di pace. Per la cronaca ho iniziato a restituire i dindini, ho infatti già versato loro la mia ultima busta paga McDonald's.

Per i più curiosi egli amanti dei veri computer ecco i dettagli del prodotto:

MacBook Pro

  • Intel Core 2 Duo a 2,2GHz
  • 2GB 667 DDR2 SDRAM - 2x1GB
  • Disco rigido Serial ATA da 120GB (5400 giri/min)
  • MacBook Pro 15" con schermo widescreen
  • SuperDrive 8x (DVD+R DL/DVD±RW/CD-RW)
  • Tastiera retroilluminata (Italiano) & Mac OS (Italiano)
  • Bluetooth 2.0
  • Apple Remote
  • Power Adapter
  • Battery
Appena arriverà verrà immortalato ogni istante dello spacchettamento, realizzando un vero e proprio book fotografico che pubblicherò sul mio account flickr.

Ringrazio quanti visitano il mio blog specie tutti quelli che lo hanno fatto negli ultimi mesi con la speranza di trovare qualcosa di nuovo, non temete non sarete delusi!

Bebo.

giovedì 19 aprile 2007

MICROSOFT iPOD

lunedì 26 febbraio 2007

QUELLI CHE ...

Quelli che hanno un amico che ne capisce di piccì, oh yeah.
Quelli che, sì, il Mac è bellino, ma non ci sono programmi, oh yeah.
Quelli che i Mac costano troppo, oh yeah.
Quelli che ultimamente i Mac costano troppo poco perché risparmiano sui componenti, oh yeah.
Quelli che il mouse rotondo è bellissimo, oh yeah.
Quelli che col Mac ci lavorano e il mouse rotondo glielo avrebbero infilato in quel posto a Jonathan Ive, oh yeah.
Quelli che cos’è quello? Hai il clitoride sul mouse? Oh yeah.
Quelli che, no, un Mac no perché non va con la mia stampante Centronics, oh yeah.
Quelli che quando muore Steve Jobs la Apple è nella merda, oh yeah.
Quelli che se non muore Steve Jobs vado io e ci sparo, oh yeah.
Quelli che l’iPod, oh yeah.
Quelli che l’iPhone, oh yeah.
Quelli che l’iPhone è talmente bello che quasi quasi lo compro, oh yeah.
Quelli che non ci sarà un iPod basato su memoria flash, oh yeah.
Quelli che ripetono “non ci sarà un Mac con Intel”, oh yeah.
Quelli che il mouse a due tasti non serve a niente, oh yeah.
Quelli che… quelli che quando vedono la pubblicità Apple con Dario Fo si commuovono, oh yeah.
Quelli che però il migliore era Steve Wozniak, oh yeah.
Quelli che il Segway è bellino e facile ma son riuscito lo stesso a schiantarmici, oh yeah.
Quelli che Steve Jobs è sexy, oh yeah.
Quelli che Bill Gates sarà pure ricco, ma ha la faccia da pirla, oh yeah.
Quelli che volevano bene a Tony Stanley, oh yeah.
Quelli che si incazzavano quando il Mac andava in bomba e adesso quando hanno un kernel panic sorridono perché l’ultimo l’hanno avuto un anno fa, oh yeah.
Quelli che l’USB non durerà, oh yeah.
Quelli che Firewire? No, grazie, io uso Explorer, oh yeah.
Quelli che hanno usato Photoshop 1.0, oh yeah.
Quelli che hanno comprato un iPod Shuffle la sera del keynote, oh yeah.
Quelli che la sera di un keynote è come una finale di coppa, oh yeah.
Quelli che io uso Mac, non piccì, prego, oh yeah.
Quelli che il Mac è figo, ma è Gandini il più mona, oh yeah.
Quelli che non hanno mai usato Windows in vita loro, oh yeah.
Quelli che le mando un puntodoc, oh yeah.
Quelli che Steve Jobs mi ricorda mio cugino, ma con più soldi, oh yeah.

Quelli che amano i Mac, ma li odiano, eppure continuano ugualmente ad amarli.
Oh yeah.

(postata originariamente su Ping!)

martedì 13 febbraio 2007

aiCom

Chi mi conosce è al corrente della mia sfrenata passione per i prodotti tecnologici della Apple e sicuramente sarà anche stanco di sentirmi parlare di Mac e iPod. Oggi vorrei parlarvi proprio di quest'ultimo, il lettore mp3 più diffuso al mondo. Nello specifico vorrei farvi conoscere questo pezzo unico, un esemplare da collezione dal valore inestimabile. Questo gioiello multimediale è stato confezionato dal colosso informatico di Cupertino appositamente per il noto artista civitanovese 50lire, talento di fama mondiale divenuto famoso grazie alla sua impressionante somiglianza fisica con il calciatore Zlatan Ibrahimovic e alla sua riccioluta chioma. Eccovi in esclusiva le foto ufficiali.



martedì 6 febbraio 2007

IT'S A PRESENT FOR YOU

AGGIORNAMENTO: Fatti due conti e appresa questa notizia rimando l'acquisto del gioiellino musicale. Attendo sempre e comunque i vostri suggerimenti per la frase da incidere!

Da quando i capoccia del McDonald mi hanno chiesto se volevo tornare a lavorare, sono giunto ad una conclusione...ho bisogno di un regalo!

E così mi son chiesto: "Che cosa mi potrei regalare?" "Cosa mi piacerebbe avere che fino ad ora non mi sono mai potuto permettere?"

Eccomi giunto alla conclusione: Apple iPod 30GB White

Unico "ostacolo" all'acquisto è: "Cosa posso incidere sul retro dell'iPod?"
Accetto molto volentieri ogni vostro suggerimento, quindi esagerate coi commenti e proponete qualsiasi frase che sia per voi adatta alla mia personcina. Siccome già so che scriverete un fottio di minchiate (50lire in primis) vi chiedo di lasciare oltre alla frasi ironiche anche qualche bella frase, grazie!

Ovviamente essendo io il primo dei cretini non vedo l'ora di leggere le vostre frasi e farmi qualche bella risata. A decisione presa eleggerò la frase più bella e quella più divertente, premio: un paio di scarpe Tepa autografate dal Supergiovane!.......VE GUSTERIA FRA'!!!

Concludo questo post con un velo di paranoia per tutti coloro che possiedono già un iPod(aridaje 50lire!) o sono prossimi all'acquisto. Visitate questo link.

mercoledì 31 gennaio 2007

STAY HUNGRY. STAY FOOLISH

Questo è il discorso fatto da Steve Jobs quando ha ricevuto la laurea ad honorem dalla Stanford University di Palo Alto.

“Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie.

La prima storia è sull’unire i puntini.

Ho lasciato il Reed College dopo il primo semestre, ma poi ho continuato a frequentare in maniera ufficiosa per altri 18 mesi circa prima di lasciare veramente. Allora, perché ho mollato?

E’ cominciato tutto prima che nascessi. Mia madre biologica era una giovane studentessa di college non sposata, e decise di lasciarmi in adozione. Riteneva con determinazione che avrei dovuto essere adottato da laureati, e fece in modo che tutto fosse organizzato per farmi adottare fin dalla nascita da un avvocato e sua moglie. Però quando arrivai io loro decisero all’ultimo minuto che avrebbero voluto adottare una bambina. Così quelli che poi sono diventati i miei genitori adottivi e che erano in lista d’attesa, ricevettero una chiamata nel bel mezzo della notte che gli diceva: “C’è un bambino, un maschietto, non previsto. Lo volete voi?” Loro risposero: “Certamente”. Più tardi mia madre biologica scoprì che mia madre non si era mai laureata al college e che mio padre non aveva neanche finito il liceo. Rifiutò di firmare le ultime carte per l’adozione. Poi accetto di farlo, mesi dopo, solo quando i miei genitori adottivi promisero formalmente che un giorno io sarei andato al college.

Diciassette anni dopo andai al college. Ma ingenuamente ne scelsi uno altrettanto costoso di Stanford, e tutti i risparmi dei miei genitori finirono per pagarmi l’ammissione e i corsi. Dopo sei mesi, non riuscivo a vederci nessuna vera opportunità. Non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita e non vedevo come il college potesse aiutarmi a capirlo. Eppure ero là, che spendevo tutti quei soldi che i miei genitori avevano messo da parte lavorando per tutta la loro vita. Così decisi di mollare e avere fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Era molto difficile all’epoca, ma guardandomi indietro ritengo che sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’attimo che mollai il college, potei anche smettere di seguire i corsi che non mi interessavano e cominciai invece a capitare nelle classi che trovavo più interessanti.

Non è stato tutto rose e fiori, però. Non avevo più una camera nel dormitorio, ed ero costretto a dormire sul pavimento delle camere dei miei amici. Guadagnavo soldi riportando al venditore le bottiglie di Coca cola vuote per avere i cinque centesimi di deposito e poter comprare da mangiare. Una volta la settimana, alla domenica sera, camminavo per sette miglia attraverso la città per avere finalmente un buon pasto al tempio Hare Krishna: l’unico della settimana. Ma tutto quel che ho trovato seguendo la mia curiosità e la mia intuizione è risultato essere senza prezzo, dopo. Vi faccio subito un esempio.

Il Reed College all’epoca offriva probabilmente la miglior formazione del Paese relativamente alla calligrafia. Attraverso tutto il campus ogni poster, ogni etichetta, ogni cartello era scritto a mano con calligrafie meravigliose. Dato che avevo mollato i corsi ufficiali, decisi che avrei seguito la classe di calligrafia per imparare a scrivere così. Fu lì che imparai dei caratteri serif e san serif, della differenza tra gli spazi che dividono le differenti combinazioni di lettere, di che cosa rende grande una stampa tipografica del testo. Fu meraviglioso, in un modo che la scienza non è in grado di offrire, perché era artistico, bello, storico e io ne fui assolutamente affascinato.

Nessuna di queste cose però aveva alcuna speranza di trovare una applicazione pratica nella mia vita. Ma poi, dieci anni dopo, quando ci trovammo a progettare il primo Macintosh, mi tornò tutto utile. E lo utilizzammo tutto per il Mac. E’ stato il primo computer dotato di una meravigliosa capacità tipografica. Se non avessi mai lasciato il college e non avessi poi partecipato a quel singolo corso, il Mac non avrebbe probabilmente mai avuto la possibilità di gestire caratteri differenti o font spaziati in maniera proporzionale. E dato che Windows ha copiato il Mac, è probabile che non ci sarebbe stato nessun personal computer con quelle capacità. Se non avessi mollato il college, non sarei mai riuscito a frequentare quel corso di calligrafia e i persona computer potrebbero non avere quelle stupende capacità di tipografia che invece hanno. Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro.

Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa - il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita.
La mia seconda storia è a proposito dell’amore e della perdita

Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni. Abbiamo lavorato duramente e in 10 anni Apple è cresciuta da un’azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. L’anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione - il Macintosh - e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato. Come si fa a venir licenziati dall’azienda che hai creato? Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l’azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Board dei direttori si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale. Quello che era stato il principale scopo della mia vita adulta era andato e io ero devastato da questa cosa.

Non ho saputo davvero cosa fare per alcun imesi. Mi sentivo come se avessi tradito la generazione di imprenditori prima di me - come se avessi lasciato cadere la fiaccola che mi era stata passata. Incontrai David Packard e Bob Noyce e tentai di scusarmi per aver rovinato tutto così malamente. Era stato un fallimento pubblico e io presi anche in considerazione l’ipotesi di scappare via dalla Silicon Valley. Ma qualcosa lentamente cominciò a crescere in me: ancora amavo quello che avevo fatto. L’evolvere degli eventi con Apple non avevano cambiato di un bit questa cosa. Ero stato respinto, ma ero sempre innamorato. E per questo decisi di ricominciare da capo.

Non me ne accorsi allora, ma il fatto di essere stato licenziato da Apple era stata la miglior cosa che mi potesse succedere. La pesantezza del successo era stata rimpiazzata dalla leggerezza di essere di nuovo un debuttante, senza più certezze su niente. Mi liberò dagli impedimenti consentendomi di entrare in uno dei periodi più creatvi della mia vita.

Durante i cinque anni successivi fondai un’azienda chiamata NeXT e poi un’altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia.

Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E’ stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente. Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l’amore per quello che ho fatto. Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti. Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l’unico modo per essere realimente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro. E l’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che fate. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare. Non accontentatevi. Con tutto il cuore, sono sicuro che capirete quando lo troverete. E, come in tutte le grandi storie, diventerà sempre migliore mano a mano che gli anni passano. Perciò, continuate a cercare sino a che non lo avrete trovato. Non vi accontentate.
La mia terza storia è a proposto della morte

Quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così: “Se vivrai ogni giorno come se fosse l’ultimo, sicuramente una volta avrai ragione”. Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni qualvolta la risposta è “no” per troppi giorni di fila, capisco che c’è qualcosa che deve essere cambiato.

Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose - tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire - semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore.

Più o meno un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Ho fatto la scansione alle sette e mezzo del mattino e questa ha mostrato chiaramente un tumore nel mio pancreas. Non sapevo neanche che cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che si trattava di un cancro che era quasi sicuramente di tipo incurabile e che sarebbe stato meglio se avessi messo ordine nei miei affari (che è il codice dei dottori per dirti di prepararti a morire). Questo significa prepararsi a dire ai tuoi figli in pochi mesi tutto quello che pensavi avresti avuto ancora dieci anni di tempo per dirglielo. Questo significa essere sicuri che tutto sia stato organizzato in modo tale che per la tua famiglia sia il più semplice possibile. Questo significa prepararsi a dire i tuoi “addio”.

Ho vissuto con il responso di quella diagnosi tutto il giorno. La sera tardi è arrivata la biopsia, cioè il risultato dell’analisi effettuata infilando un endoscopio giù per la mia gola, attraverso lo stomaco sino agli intestini per inserire un ago nel mio pancreas e catturare poche cellule del mio tumore. Ero sotto anestesia ma mia moglie - che era là - mi ha detto che quando i medici hanno visto le cellule sotto il microscopio hanno cominciato a gridare, perché è saltato fuori che si trattava di un cancro al pancreas molto raro e curabile con un intervento chirurgico. Ho fatto l’intervento chirurgico e adesso sto bene.

Questa è stata la volta in cui sono andato più vicino alla morte e spero che sia anche la più vicina per qualche decennio. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi:

Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità.

Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c’era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E’ stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E’ stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E’ stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell’ultima pagina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l’autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c’erano le parole: “Stay Hungry. Stay Foolish.”, siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Grazie a tutti.”


lunedì 11 dicembre 2006

CRONACA DI UN "SOGNO" 5°PARTE

Profonda tristezza nella vita del POVERO (in tutti i sensi)Bebo.
In principio avevo optato per il pagamento tramite il finanziamento di 10 rate a tasso zero, raggiungendo così una cifra totale pari a 2050€. Reputando la cifra eccessiva, volevo infatti usufruire degli sconti non per avere in omaggio una stampante e una borsa ma per poter spendere meno, ho scelto di effettuare il pagamento tramite bonifico bancario, rifiutando i vari "regali" sono sceso a 1759€. Il bello viene ora, perchè oggi avrei dovuto effettuare il bonifico in mattinata, ma causa ritiro busta-paga solo dopo le ore 15 e mancanza di fondi liquidi ho dovuto rinunciare al gioiellino!

mercoledì 29 novembre 2006

CRONACA DI UN "SOGNO" 4°PARTE

Dopo una settimana di telefonate ed e-mail io e Marino (operatore dell'Apple Store) siamo riusciti ad effettuare l'ordine del mio gioiellino. Ora devo attendere la telefonata che mi comunicherà l'approvazione del finanziamento richiesto per l'acquisto e poi saprò quanti giorni di estenuante agonia mi separeranno dall'arrivo del piccolo. Speriamo vada tutto per il meglio!

sabato 25 novembre 2006

mercoledì 22 novembre 2006

CRONACA DI UN "SOGNO" 3°PARTE

Oggi pomeriggio sono finalmente riuscito a parlare con gli operatori dell'Apple Store. La prima telefonata è stata un pò deprimente, l'operatore non mi è sembrato molto felice di essere al lavoro quest'oggi e quindi mi è stato di poco aiuto. Le altre due telefonate sono state invece più confortanti, voci più squillanti e soprattutto interattive. Mi hanno dato le informazioni che stavo cercando e mi hanno consigliato di prendere una decisione prima possibile, altrimenti l'arrivo del gioiello potrebbe addirittura slittare dopo Natale! Speriamo vada tutto per il meglio!

P.S. Questa mattina al mio risveglio il mio socio mi ha riferito che nel sonno ho farfugliato una frase del tipo:" mac...thinkpad". Più che un sogno sto computer sta diventando un'ossessione...

COMUNQUE SEMPRE TROPPO!

Ricordate il video che testimonia l'imbarazzante fila di persone formatasi a Tokyo per l'innaugurazione dell' Apple Store? Tutta quella fila per vedere poi cosa? Un paio di computer bianchi con una mela muccicata? Neanche avessero un ascensore ultramoderno!!!


lunedì 20 novembre 2006

CRONACA DI UN "SOGNO" 2°PARTE

Scrivo giusto per informarvi che sto utilizzando il Powerbook G4 del caro Napalm!!! Una goduria unica, la differenza si vede, ed ho solo utilizzato la tastiera per ora eh eh. Ora basta scrivere, devo esplorare al meglio OS X. Ciao e alla prossima!

sabato 18 novembre 2006

CRONACA DI UN "SOGNO" 1°PARTE

Voglio iniziare oggi a raccontare passo dopo passo quelle che saranno le tappe fondamentali di un progetto molto speciale per me. Spero infatti di realizzare nel breve periodo quello che è per me da tempo un sogno e che sarà sicuramente l'acquisto della mia vita, vista la spesa da sostenere tutta a mio carico.
Ho deciso di switchare e divenire finalmente un utente Mac a tutti gli effetti. Il mio desiderio è quello di poter acquistare il nuovo portatile Apple della linea professional, il
Macbook Pro .

mercoledì 8 novembre 2006

DAMOSE NA REGOLATA...ME PARE TROPPO!

Non ci voglio credere...non può essere vero...non si può arrivare a tanto...

sabato 26 agosto 2006

THINK DIFFERENT

Girovagando per la rete ho trovato questa particolare classifica.
Lascio a voi i commenti perchè oramai non ho più parole.