L'anamorfismo è un effetto di illusione ottica per cui una immagine viene proiettata sul piano in modo distorto, tale per cui il soggetto originale sia riconoscibile solamente guardando l'immagine da una posizione precisa. L'etimo del termine chiarisce e precisa che siamo di fronte a immagini SENZA FORMA (alfa privativo), pertanto l'anamorfismo si identifica maggiormente con le immagini che apparentemente non hanno nessuna forma riconoscibile, ma che si distinguono per mezzo di uno specchio, meglio se leggermente curvo.
Il soggetto originale può essere una figura piana oppure un oggetto tridimensionale. Nel secondo caso, l'osservatore dell'anamorfismo percepirà la figura come tridimensionale. In altri casi la visione è possibile utilizzando uno specchio curvo o cilindrico.
La tecnica è tuttora usata nel cinema, nel teatro e nel settore pubblicitario. Nella tecnica cinematografica CinemaScope, l'anamorfismo è utilizzato per riprendere un formato di schermo con rapporto base/altezza differente da quello della pellicola. Speciali lenti (lenti anamorfiche)comprimono l'immagine lateralmente (compressione anamorfica) al momento della ripresa e la riespandono durante la proiezione.
Un artista, Julian Beever, si è specializzato nel disegnare sui marciapiedi formidabili opere anamorfiche, tali che i passanti percepiscano cavità nel marciapiede o oggetti tridimensionali che in realtà non esistono. Ha prodotto i suoi capolavori in vari paesi del mondo, come Francia, Inghilterra e Australia e nel 2004 diventa famoso su internet grazie ad una mail-catena pubblicizzante le sue opere. Beever non è il solo artista di questo tipo: famose sono anche le creazioni del suo collega Kurt Wenner.
Ecco un video di Beever in azione:













1 commento:
Stavo pensando di farci una t-shirt con un bell'anamorfismo...
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