venerdì 13 luglio 2007

GITA A PERUGIA

Nella mattinata di ieri i miei fedeli amici artistici (Stilista e Grafici) mi comunicano che è già iniziato l'Umbria Jazz festival e che si pensava di fare una capatina nel fine-settimana. Dopo qualche minuto ed una più attenta analisi del palinsesto viene evidenziata la presenza in serata di due ospiti notevoli, ecco allora che nel giro di qualche minuto ci si organizza per partire in serata. I quattro giovani civitanovesi, armati di panini e mortazza ed una pronta guida michelin si avviano verso la vicina Perugia, dove saranno protagonisti della serata "SOLOMON BURKE" e "SLY & THE FAMILY STONE".

Prima di darvi qualche cenno su questi artisti di fama internazionale vorrei spendere due parole sul capoluogo umbro. E' stata riscontrata la quasi totale assenza di organizzazione nei confronti di un evento che richiama l'attenzione di un vasto pubblico di turisti. Mi spiego meglio, non abbiamo trovato neanche un misero cartello che indicasse questa benedetta Arena Santa Giuliana, dove si teneva il concerto. Non parliamo poi del parcheggio A PAGAMENTO ma NON CUSTODITO che segnalava l'assenza di posti auto non all'ingresso del parcheggio bensì all'interno dello stesso.

Dedichiamo ora qualche parola ai veri protagonisti della serata.

E' SOLOMON BURKE che da il via alla serata, membro della Rock and Roll Hall of Fame è spesso chiamato "il Re del Rock'n'Soul".

Cresciuto come reverendo a Philadelphia, iniziò presto a condurre uno spettacolo radiofonico di musica gospel, per poi firmare negli anni sessanta un contratto con la Atlantic Records.
Il suo primo successo è "Just Out Of Reach Of My Open Arms", una cover di una canzone popolare country.

Nel 1966, compone ed incide per la prima volta la celeberrima "Everybody Needs Somebody To Love", resa famosa dal film The Blues Brothers alcuni anni dopo, nel 1980.

Dopo alcuni album minori, uno dei quali registrato a Napoli, presso gli studi della Sold out (Etichetta discografica indipendente dei Planet Funk), Solomon Burke riconquista le scene nel 2002, in seguito al grande successo dell'album Don't Give Up On Me,
nel quale canta canzoni scritte appositamente per l'occasione da grandi artisti come Elvis Costello, Bob Dylan, Van Morrison e Tom Waits.


Nel 2005, si conferma ai suoi livelli con il successivo Make Do With What You Got.

Personaggio davvero eccezionale, padrone del palco e della scena . Ha saputo coinvolgere ed ammaliare il pubblico con un'interpretazione durata circa un'ora.

Eccovi il link al sito ufficiale del re



Dopo circa 20 minuti per il cambio palco è arrivato il momento di SLY & THE FAMILY STONE

Gruppo rock statunitense di San Francisco. In attività dal 1967 al 1983, il gruppo diede un contributo fondamentale allo sviluppo della musica soul, funk e psichedelica. Diretta dal cantante, autore, produttore e polistrumentista Sly Stone, e composta principalmente da suoi parenti ed amici, la band fu anche uno dei primi gruppi americani ad avere una composizione multiculturale.

I fratelli Sly Stone e il cantante/chitarrista Freddie Stone combinarono le loro band (Sly & the Stoners e Freddie & the Stone Souls) nel 1967. Sly e Freddie Stone, la trombettista Cynthia Robinson, il batterista Gregg Errico, il sassofonista Jerry Martini, e il bassista/chitarrista Larry Graham completarono la formazione originale. La sorella di Sly e Freddie, la cantante/tastierista Rose Stone, si aggiunse dopo nemmeno un anno. Il gruppo così formato registrò cinque brani entrati nella Top 10 delle classifiche americane e quattro album sconvolgenti, che influenzarono enormemente il sound della musica pop americana, del soul, dell' R&B, del funk, e dell' hip hop. Nella prefazione del suop libro del 1998 intitolato For the Record: Sly and the Family Stone: An Oral History, Joel Selvin fa il punto dell' importanza dell' influenza degli Sly & the Family Stone's sulla Musica Afro-Americana affermando "ci sono due tipi di musica nera: la musica nera prima degli Sly Stone, e la musica nera dopo gli Sly Stone".

Durante gli anni settanta, la band passò a un sound funk più energetico, che influenzò l' industria musicale al pari dei loro precedenti lavori.[2] La band iniziò la sua discesa proprio in questo periodo a causa di abusi di droga e conflitti personali fra i membri della band. Conseguentemente a ciò la fortuna e il successo della band andarono deteriorandosi, fino alla loro dissoluzione nel 1975.[3] Sly Stone continuò ad incidere album e ad andare in tour con una nuova lineup sotto il nome di "Sly & the Family Stone" dal 1975 al 1983. Nel 1987, Sly Stone fu arrestato e accusato di uso di cocaina, dopo di che si ritirò definitivamente.

Onestamente un pò deludenti, nulla da eccepire sulla musica e soprattutto sulla qualità artistica dei musicisti, su tutti il batterista ed il bassista.....wow che slappate! Il caro Sly però non è proprio più quello di un tempo, salito sul palco solo dopo un paio di brani già eseguiti si è "esibito" per una decina di minuti neanche per poi andarsene facendo cenno di ritornare successivamente. Non abbiamo aspettato il suo ritorno e a mezzanotte abbiamo ripreso la strada per casa.

Eccovi il link al sito ufficiale.

P.S.
Per fortuna che abbiamo acquistato i biglietti in gradinata a soli 15€ e non quelli in platea a 25 € o 40€. Anzitutto perchè la visuale era praticamente la stessa, l'audio pure ma soprattutto perchè dopo appena 15 minuti dall'inizio del concerto, SOLOMON ha invitato tutti sotto il palco, non oso immaginare le imprecazioni di quelli che hanno sborsato 40€ e si son visti sommergere dal resto del pubblico.


Resto comunque del parere che questo brano è stato il vero protagonista della serata!


3 commenti:

Unknown ha detto...

Wow che serata!
E che gran bel post!

Il Viaggio Verso Te ha detto...

eh bravo il ns Gianni!!!
fortuna i miei panini... eh povero il ns vecchio Sly... si si povero fino a un certo punto...
Tap

francesca ha detto...

-Comunicazione di servizio-
Ciao Bebo!
qui si parte per le sospirate ferie...colgo l'occasione per augurarti una buona estate e...appuntamento a settembre!
ciao!
Francesca