Non si può dimenticare ciò che è stato. Non si può dimenticare, non si può cancellare. I volti, i visi, le espressioni rimangono,rimarranno. I cuori e le anime in quei volti. Non si può dimenticare. Ma ricordare, quello sì. Raccontare l'irraccontabile. Ed è mio, tuo, nostro compito. Nostro dovere. Nostro "piacere". Ricordare la più tragica pagina di storia, la più tragica pagina di storia dell'umanità intera.
"Shoah" è un termine ebraico che significa "annientamento", "sterminio". Esso si riferisce ad una delle più vergognose vicende della storia umana, quando i regimi dittatoriali nazi-fascisti, poco più di sessant'anni fa, stabilirono, attraverso leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli nei campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro "razza", ritenuta inferiore. La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, considerata superiore e pura.
Disse Primo Levi a proposito di Anna Frank: "Una singola Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere".
SE QUESTO E' UN UOMO
Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo che lavora nel fango che non conosce pace che lotta per mezzo pane che muore per un si o per un no. Considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome senza più forza di ricordare vuoti gli occhi e freddo il grembo come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.
Mark Ontkush è partito dal presupporto che una pagina web con fondo bianco sfrutta circa 74 watt per essere visionata e una con fondo nero solamente 59 e ha fatto qualche calcolo...
Il ricercatore ha fatto un calcolo matematico prendendo in esempio uno dei siti con maggior traffico del mondo: Google.
Calcolando che su Google ci siano 200 milioni di ricerche al giorno e che ogni pagina venga guardata per circa 10 secondi, si stima che Google sia "aperto" per 550.000 ore al giorno sui computer dei navigatori di tutto il mondo.
Presupponendo che i navigatori guardino le pagine web a pieno schermo e che Google abbia un fondo nero si potrebbero risparmiare 15 watt (74-59). Questo, trasformato in un risparmio globale porterebbe ad avere un decremento di 8,3 Megawatt/ora al giorno o 3.000 Megawatt/ora al'anno. Ora, se si stima che il 25% degli utenti non usa monitor piatti ma CRT e che un kilowatt/ora costi 10 centesimi di dollaro, si potrebbe avere un risparmio di 75.000 dollari. Sembrerebbe un buon risparmio considerato un semplice cambiamento di colore.
Il popolo Maori (l'etnia tipica della Nuova Zelanda) ha sempre eccelso nell'arte della haka, che è il termine generico per indicare danza (e NON "danza della guerra").
Hanno definito così l'Haka:
Henare Teowai: "Kia korero te katoa o te tinana." (L'intero corpo dovrebbe parlare)
Alan Armstrong: "La haka è una composizione suonata con molti strumenti. Mani, piedi, gambe, corpo, voce, lingua, occhi... tutti giocano la loro parte nel portare insieme a compimento la sfida, il benvenuto, l'esultanza, o il disprezzo contenute nelle parole."
"E' disciplinata, eppure emozionale. Più di ogni altro aspetto della cultura Maori, questa complessa danza è l'espressione della passione, vigore e identità della razza. E', al suo meglio, un messaggio dell'anima espresso attraverso le parole e gli atteggiamenti."
È dunque una danza che esprime il sentimento interiore di chi la esegue, e può avere molteplici significati. Non si tratta, infatti, solo di una danza di guerra o intimidatoria, come è erroneamente considerata spesso, ma può voler anche essere una manifestazione di gioia, di dolore, una via di espressione libera che lascia a chi la esegue momenti di libertà nei movimenti.
Prima della danza vera e propria, colui che guida la danza urla ai compagni un ritornello di incitamento, ruolo che nel caso degli All Blacks spetta a giocatore di sangue maori più anziano e non, come talvolta viene erroneamente riportato, al capitano della squadra. Le parole servono non solo ad incitare chi si appresta ad eseguire il ballo, ma anche a ricordare loro il comportamento da tenere nel corso della danza. Spesso il tono in cui viene urlato il ritornello, che è poi lo stesso tenuto nel corso di tutta l'esibizione, è aggressivo, feroce e brutale, destinato a caricare il gruppo ancora di più.
Il testo della frase preliminare è questo:
"Ringa pakia
Uma tiraha
Turi whatia
Hope whai ake
Waewae takahia kia kino"
Che in italiano significa:
"Batti le mani contro le cosce
Sbuffa col petto
Piega le ginocchia
Lascia che i fianchi li seguano
Sbatti i piedi più forte che puoi"
Altri elementi essenziali dell'arte della Haka sono:
pukana (il dilatare gli occhi)
whetero (fare la lingua, segno di sfida per antonomasia, fatto solo dagli uomini)
ngangahu (simile a pukana, fatto da tutti e due i sessi)
potete (la chiusura degli occhi in differenti momenti della danza, fatto solo dalle donne)
Ci sono diversi stili di Haka:
La "Ka Mate" (il tipo di haka degli All Blacks) appartiene allo stile ngeri, che è una corta, libera haka che viene interpretata dalle persone quando si sentono bene. E' eseguita senza armi e perciò non è una danza della guerra, come invece si tende a credere.
La peruperu è invece una haka della guerra. Si usano armi ed è caratterizzata da un alto salto a gambe ripiegate alla fine della danza. Gli All Blacks usano lo stesso tipo di salto alla fine dell'esibizione, e ciò è motivo di irritazione per i puristi. Infatti la Ka Mate è stata sottoposta a questo restyling probabilmente per risultare più scenografica e impressionante.
La Kapa o Pango. Questa nuova haka è stata inventata dagli All Blacks per le occasioni speciali. È stata creata insieme ad un gruppo di esperti delle tradizioni maori e ci è voluto quasi un anno per crearla. Più che sostituire la Ka Mate questa Haka la completa. Le parola Kapa O Pango sono molto più riferite al team di rugby perché parla di guerrieri in nero con la felce argentata.
L'origine della "Ka Mate"
Attorno al 1820 un capo Maori chiamato Te Rauparaha compose "Ka Mate", l'haka più conosciuta. Te Rauparaha era l'alto capo dei Ngati Toa and i suoi possedimenti andavano da Porirua fino alla costa di Kapiti e comprendevano anche l'isola Kapiti.
"Ka mate! Ka mate!" furono le parole dette da Te Rauparaha mentre si nascondeva in un pozzo kumara (le kumara sono delle patate dolci molto buone, che io ho stesso ho mangato nel mio viaggio; per tenerle all'asciutto sono conservate in un pozzo, dopo essere state raccolte) per sfuggire ai suoi inseguitori, i Ngati Tuwharetoa. Nella sua fuga egli giunse da Te Wharerangi e gli chiese protezione. Sebbene piuttosto reclutante, Te Wharerangi alla fine acconsentì e gli ordinò di nascondersi in un pozzo kumara. La moglie di Te Wharerangi, Te Rangikoaea, poi, si mise a sedere su di esso.
A riguardo del perchè la donna fece questo ci sono due storie che si tramandano:
la prima spiega il gesto col fatto che nessun uomo (a quel tempo era considerato sconveniente) si sarebbe messo in una posizione che lo avrebbe portato sotto gli organi genitali femminili. Anche gli inseguitori avrebbero pensato la stessa cosa e avrebbero deliberatamente evitato di controllare il pozzo. Tale pregiudizio ovviamente non interessava Te Rauparaha, che aveva interesse solo a salvare la pellaccia!
la seconda racconta che la donna si sedette per neutralizzare un incantesimo lanciato a Te Rauparaha dal capo degli inseguitori. In quel periodo, infatti, si credeva che gli organi femminili avessero il potere di "schermare" le persone dai sortilegi.
All'arrivo degli inseguitori, Te Rauparaha mormorò "Ka Mate! Ka mate!" (Io muoio! Io muoio!), ma quando Te Wharerangi disse che l'uomo che stavano cercando era scappato verso Rangipo, egli gioì "Ka Ora! Ka ora!" (Io vivo! Io vivo!). Ma Tauteka (il capo degli inseguitori Ngati Tuwharetoa) dubitò delle parole di Te Wharerangi, così il fuggitivo ripetè sconsolato "Ka mate! Ka mate!" un'altra volta. Fortunatamente gli inseguitori si fecero convincere del fatto che egli non si trovava nel pa (il villaggio) di Te Wharerangi e quindi Te Rauparaha esclamò "Ka ora, ka ora! Tenei te tangata puhuruhuru nana nei i tiki mai whakawhiti te ra!" (Io vivo! Io vivo! Questo è l'uomo peloso che ha persuaso il Sole e l'ha convinto a splendere di nuovo!). L'uomo peloso a cui si fa riferimento nella haka è Te Wharerangi, il capo che diede rifugio a Te Raparaha nonostante il suo desiderio di non essere coinvolto.
"Upane", che vedrete scritto qui sotto, letteralmente significa "terrazza", ma probabilmente si riferisce ai gradini intagliati nella parete del pozzo per dargli un più comodo accesso. Ogni "upane" descrive i titubanti passi di Te Raparaha mentre emergeva dal pozzo per controllare la situazione. Uno può solo immaginare la gioia di non solo essere scampato alla morte per il classico rotto della cuffia ma anche di ritornare alla luce dal buio del pozzo kumara: "Whiti te ra! Hi!" (Il Sole splende di nuovo! Hi!)
Una volta fuori dal pozzo, nel cortile di Te Wharerangi e di fronte a sua moglie, Te Rauparaha eseguì allora la haka che aveva composto mentre giaceva nel buio. La variante usata degli All Blacks è riportata qui di sotto, assieme alla traduzione. C'è da notare che le parole in alcuni casi sono state divise per indicare la cadenza delle sillabe, durante l'esecuzione della haka.
Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora! Ka mate! Ka mate! Ka Ora! Ka Ora! Tenei te tangata puhuru huru Nana nei i tiki mai Whakawhiti te ra A upa...ne! A upa...ne! A upane kaupane whiti te ra! Hi!!!
Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo! Io muoio! Io muoio! Io vivo! Io vivo! Questo è l'uomo peloso Che ha persuaso il Sole E l'ha convinto a splendere di nuovo Un passo in su! Un altro passo in su! Un passo in su, un altro... il Sole splende!!! Hi!!!
L'haka e il rugby
La prima haka fu eseguita dalla squadra di rugby dei Nativi neozelandesi durante il tour nel Regno Unito del 1888-89: non è chiaro se fosse o meno la "Ka Mate" ma è probabile. Il tour, in ogni caso, non era stato ufficialmente autorizzato e perciò ogni giocatore dovette pagare la ragguardevole cifra (per quei tempi) di 250 sterline. Ci furono anche difficoltà a ingaggiare un sufficiente numero di Maori e così un paio di pakeha (neozelandesi bianchi) furono inclusi per completare la squadra.
La prima performance della haka fatta dall'"originale" squadra neozelandese fu tenuta nel tour del 1905. Fu anche in quell'occasione che si cominciò ad usare il termine "All Blacks". La locuzione deriva da un refuso: il giornalista aveva definito la squadra come composta da tutti "all backs", cioè tutti giocatori agili e veloci, ma il tipografo inserì la "l" per errore.
Le parole della "Ka Mate" non hanno una connessione col rugby, dato che sono state composte per tutt'altra ragione, come visto più sopra. Quindi, nel caso degli All Blacks, la "libera" traduzione della sfida della haka può essere così scritta:
Noi siamo gli All Blacks, del popolo della Nuova Zelanda Qui siamo a sfidarvi Vi onoreremo giocando al limite Fino a che i nostri cuori e le nostre forze si impongano su di voi Sarà molto difficile batterci Il sole splende! Hi!
L'anno scorso è stata introdotta (a fianco, e non in sostituzione) la discussa “Kapo o Pango”, “la Haka nuova” quella artificiale secondo i detrattori, quella più polinesiana che maori – pur in lingua maori- secondo gli altri.
Più polinesiana perché tale è ormai la nazionale della Nuova Zelanda che schiera più samoani fijani, tongani che nativi.
Un espansione insomma, un integrazione etnico-simbolica, non un calcio alla Ka Mate, e l'omaggio principale (la lingua!) resta comunque e integralmente maori. Lo hanno specificato i committenti e Derek Lardelli il filologo che ha “scritto” la Kapo o Pango (che significa “gli uomini in nero”). E le virgolette intorno a “scritto” sono obbligatorie in quanto il tatuatissimo filologo maori di bisnonni scozzesi-italiani ha abbondantemente attinto dal tradizionale esistente.
E giù polemiche da due versanti d'opinione. Questione uno: il “tradimento” dell'esclusiva Maori (discussione prevalente dentro i confini nazionali). E due: il gesto finale, che ad una visione occidentale mima un tagliaccio di gola, mentre nella profondità espressiva della terra d'origine si tratta di un esortazione al raggiungimento del limite, specialmente se accompagnata dalla semirotazione del capo e all'emissione della sillaba HA, un fonema legato all'ossigeno, al respiro.
Buona parte dei Pakea (non maori) fuori dalla Nuova Zelanda ci hanno visto dentro un gestaccio minaccioso e svalutante per l'etica del rugby. A difesa della legittimità dalla Nuova Zelanda sono entrati in campo verbale anche docenti, politici e antropologi, per ribadire che quel pollice sulla carotide – per quanto fraintendibile- ha un senso diverso. E dai, volendo il problema di doppio linguiaggio c'era gia con la Ka Mate, con quella mano sbattuta sull'avanbraccio che a rotorua aveva un valore e in Italia un altro. Spiegano i professori che la nuova Haka va spiegata, raccontata, forse anche giustificata, ma nemmeno va troppo fraintesa.
Is this the real life? Is this just fantasy? Caught in a landslide No escape from reality Open your eyes Look up to the skies and see I'm just a poor boy, I need no sympathy Because I'm easy come, easy go A little high, little low Anyway the wind blows, doesn't really matter to me, to me
Mama, just killed a man Put a gun against his head Pulled my trigger, now he's dead Mama, life had just begun But now I've gone and thrown it all away Mama, ooo Didn't mean to make you cry If I'm not back again this time tomorrow Carry on, carry on, as if nothing really matters
Too late, my time has come Sends shivers down my spine Body's aching all the time Goodbye everybody - I've got to go Gotta leave you all behind and face the truth Mama, ooo - (anyway the wind blows) I don't want to die I sometimes wish I'd never been born at all
I see a little silhouetto of a man Scaramouch, scaramouch will you do the fandango Thunderbolt and lightning - very very frightening me Gallileo, Gallileo, Gallileo, Gallileo, Gallileo Figaro - magnifico
But I'm just a poor boy and nobody loves me He's just a poor boy from a poor family Spare him his life from this monstrosity Easy come easy go - will you let me go Bismillah! No - we will not let you go - let him go Bismillah! We will not let you go - let him go Bismillah! We will not let you go - let me go Will not let you go - let me go (never) Never let you go - let me go Never let me go - ooo No, no, no, no, no, no, no - Oh mama mia, mama mia, mama mia let me go Beelzebub has a devil put aside for me for me for me
So you think you can stone me and spit in my eye So you think you can love me and leave me to die Oh baby - can't do this to me baby Just gotta get out - just gotta get right outta here
Ooh yeah, ooh yeah Nothing really matters Anyone can see Nothing really matters - nothing really matters to me
Più di una persona mi ha chiesto:"come fai a scaricare i video da YouTube?" La mia risposta è sempre stata:"adesso lo scrivo sul blog". E' passato qualche mese dall'ultima volta che ho dato questa risposta, chiedo venia! Questa mattina mi ci sono messo di tutto cuore ed ho anche realizzato dgli screenshot che renderanno, almeno spero, il tutto più semplice, soprattutto per i meno pratici.
N.B. Ogni riferimento a 50Lire e Zorro è puramente casuale.
La procedura è applicabile solo al browser Firefox, chi non fosse in possesso di tale software può scaricarlo cliccando nel link in fondo alla barra laterale del blog. Una volta scaricato ed installato il programma basta seguire questa semplice guida.
Seguiamo passo-passo il procedimento:
1) Avviare Firefox.
2) Cliccare sulla "Barra dei Menu" su "Visualizza" e quindi su "Componenti aggiuntivi"
3) Si aprirà una finestra, cliccate su "Estensioni" e poi su "scarica estensioni"
4) Si aprira una nuova pagina con l'elenco delle componenti aggiuntive suddivise per categorie, andate in fono alla pagina e scrivte nell'apposito spazio di ricerca: "Fast video download".
5) Il primo risultato della vostra ricerca sarà appuno "Fast video download" cliccate
6) Si aprirà una nuova finestra, scorrete la pagina fino a che non troverete un pulsante verde con scritto "Install now" cliccate
7) Comparirà quindi una finestra che dopo un'attesa di 3 secondi circa farà apparire il pulsante "Installa adesso"
8) Una volta che l'installazione sarà terminata cliccate su "Riavvia Firefox"
9) Una volta riavviato Firefox potete verificare l'avvenuta installazione del componente semplicemente verificando la presenza di un'iconcina in basso a destra della finestra:
10) E' giunto il momento di utilizzare questo simpatico strumento. Andate su youtube e cercate un video che vi interessa, per maggior sicurezza aspettate ce il video venga completamente caricato:
11) Ora cliccate sull'iconcina che si trova in basso a destra. Se si dovesse visualizzare una piccola finestra con scritto: "Impossibile visualizzare i dati richiesti" cliccate su OK e ripetete l'operazione. Altrimenti dovrete solo decidere in quale cartella salvare il file e quale evetuale nome dare al file nel vostro computer.
Per qualsiasi problema o chiarimento sono a vostra completa disposizione sperando di poter essere esauriente nelle spiegazioni.
Il socio mi chiede di sintonizzarmi su MTV ma avendo io la sfiga immane di abitare in un quartiere dove il segnale è tremendamente disturbato da qualche "apparecchio" di sterco nn ho potuto partecipare al lieto evento. Si tratta proprio di evento perchè la nota rete televisiva stava trasmettendo questo video:
Ok la canzone è simpatica e ha fatto ballare chiunque nelle disco però a me è sempre piaciuta di più questa: P.S. Dedico questo post a Waylon Smithers.
Una forma d'arte cinese che si può vantare di una lunghissima tradizione è rappresentata dal teatro delle ombre cinesi. Le ombre cinesi sono un tipo di spettacolo molto antico che veniva svolto in teatrini ambulanti che si spostavano da un paese all'altro, similmente ai gabbiotti delle marionette o dei pupi siciliani. Era comune trovare questi teatri ambulanti vicino ai templi, durante le ricorrenze religiose, ma anche nelle feste laiche come il Capodanno o alle fiere di paese.
Negli spettacoli le figure non si vedono direttamente ma, come dice il nome stesso, appaiono solo le loro ombre. Lo spettatore si pone davanti a uno schermo bianco semi-trasparente dietro il quale degli attori manovrano le figure e recitano le varie parti. Una potente fonte di luce proietta le ombre direttamente sullo schermo con l'effetto di ingigantirle e rendere animate le figure.
Una leggenda vuole che l'Imperatore cinese Wudi (140-85 a.C.) fosse divenuto molto triste in seguito alla morte della consorte, la signora Li. Per consolare il sovrano, i suoi eunuchi fecero scolpire una figura in legno simile alla donna e ne proiettarono l'ombra su una tenda. L'Imperatore credendo che fosse lo spirito della sua amata che tornava a fargli visita si sentì consolato. Ovviamente oggi le figure non sono più di legno, ma di cuoio, più leggero e più semplice da maneggiare.
L'antica arte cinese è, poi, stata esportata in tutto il mondo e, al giorno d'oggi, con ombre cinesi si indicano, in generale, tutte le ombre che vengono proiettate attraverso l'uso delle mani o di ritagli di carta o cartoncini.
L'origami è l'arte di piegare la carta (dal giapponese, ori, piegare e kami carta). La tecnica dell'origami usa solo pochi tipi di piegature, che però possono essere combinate in una infinita varietà di modi per creare modelli estremamente complicati. In genere, questi modelli cominciano da un foglio quadrato, i cui lati possono essere di colore differente e continua senza fare tagli alla carta.
L'origine dell'origami giapponese è probabilmente la piegatura cerimoniale della carta, il noshi, che inizò in epoca Muromachi (1392-1573), quella dell'origami europeo è rappresentato da un piccolo uccello probabilmente nel sedicesimo secolo.
Un origami può essere semplice come un cappellino da festa o un aeroplanino di carta, o complesso come il modello della Torre Eiffel o di una gazzella che salta. A volte gli origami piú complessi sono piegati nella velina invece che in carta semplice, perché questo consente piú strati di piegatura prima di diventare impraticabilmente spesso. I giapponesi non considerano l'origami una forma d'arte quanto una parte integrante della loro cultura e tradizione.
L'opera del giapponese Akira Yoshizawa, un creatore prolifico di origami e scrittore di libri sull'argomento, ha ispirato un moderno rinascimento di questa pratica. L'origami moderno ha attirato un seguito mondiale, con modelli sempre più intricati e nuove tecniche come il wet-folding, la pratica di inumidire il foglio durante la piegatura in modo che il prodotto finito mantenga meglio la forma, o il soft-folding, in cui la carta viene piegata in modo più deciso o più morbido per creare effetti particolari. Una variazione dell'origami semplice è l'origami modulare, in cui molti modelli sono assemblati per formare un unico insieme decorativo.
Una delle forme origami piú famose è la gru giapponese. La leggenda dice che chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi. A causa di questa legenda e di una piccola ragazza giapponese chiamata Sadako Sasaki, la gru giapponese è diventata un simbolo di pace. Sadako fu esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima quando era una bambina e questo minò inesorabilmente la sua salute. Era una hibakusha, una sopravvissuta alla bomba atomica. A quel tempo, nel 1955, aveva 12 anni e stava morendo di leucemia. Sentendo questa leggenda decise di piegare 1000 gru in modo che si avverasse il suo desiderio di poter continuare a vivere. Il suo sforzo non riuscí ad allungare la sua vita, ma spinse i suoi amici ad erigerle una statua nel Parco della Pace di Hiroshima: una ragazza in piedi con le mani aperte ed una gru che spicca il volo dalla punta delle sue dita. Ogni anno la statua è adornata con migliaia di corone di un mille gru (oridzuru in giapponese). La storia di Sadako è diventata soggetto di molti libri e film. In una versione, Sadako scrive un haiku che tradotto in italiano suona cosí:
Questo post è dedicato a tutti coloro che almeno una volta nella loro vita hanno cercato di costruirsi col foglio di giornale, un quotidiano qualsiasi, un capellino a mò di muratore. Sono esclusi da questa dedica tutti i muratori.
P.S. messaggio per tutti i muratori: STAVO SCHERZANDO!!!
Questo filmato sarà sicuramente apprezzato da pochi ma quei pochi rivivranno momenti magici e si faranno delle grasse risate ripensando a momenti e serate davvero esilaranti!
Fagiano della Colchide ( Phasianus colchicus colchicus)
Il Fagiano comune è un uccello della famiglia dei Fasianidi diffuso allo stato selvatico in tutta Europa ma originario della Cina e del Caucaso.
I fagiani sono uccelli di grosse dimensioni (80 cm il maschio, 60 cm la femmina) che presentano spiccato dimorfismo sessuale. Il maschio ha testa e collo verde con riflessi metallici, con una grande piega di pelle nuda rosso vivo sulle guance e intorno agli occhi. Il resto del corpo è color rame o bruno, con una trama nera, poiché ogni piuma è orlata di nero (o di bianco, sulla schiena). La coda è composta da lunghe piume rigide ramate striate perpendicolarmente di bruno. La varietà cinese presenta nel maschio un collare di piume bianche nel collo, assente nelle varietà europee.
La femmina possiede una più mimetica livrea color sabbia e ogni piuma è orlata di bruno e di nero. La coda presenta striature bianche e nere. I pulcini hanno la stessa livrea ma senza le lunghe piume della coda.
I fagiani furono introdotti in tutta Europa nel corso dei secoli a scopo di caccia, le sue carni sono apprezzate ovunque ed è protagonista di molte ricette gastronomiche regionali italiane.
- Riproduzione- aprile/giugno - Cova - 23/24 giorni - Numero uova - 8/12 - In grado di volare - a 12/15 giorni
Cosa mangia Si ciba di semi, germogli, erba e frutti, ma anche di vermi, insetti, piccoli mammiferi e uova di uccelli che nidificano a terra.
Abitudini Non è un grande volatore, in caso di pericolo preferisce fuggire correndo anziché involarsi. In inverno forma gruppi strutturati in modo gerarchico, per il resto dell'anno e al di fuori del periodo riproduttivo, è invece solitario.
Riproduzione In primavera i maschi diventano territoriali, ognuno di loro si accoppia con tre o più femmine, ma non si occupano dell'allevamento della prole. La femmina depone 8-16 uova in un nido sul terreno. I piccoli sono in grado di seguire la madre immediatamente dopo la nascita e dopo 15 giorni possono volare.
Profonda tristezza nella vita del POVERO (in tutti i sensi)Bebo. In principio avevo optato per il pagamento tramite il finanziamento di 10 rate a tasso zero, raggiungendo così una cifra totale pari a 2050€. Reputando la cifra eccessiva, volevo infatti usufruire degli sconti non per avere in omaggio una stampante e una borsa ma per poter spendere meno, ho scelto di effettuare il pagamento tramite bonifico bancario, rifiutando i vari "regali" sono sceso a 1759€. Il bello viene ora, perchè oggi avrei dovuto effettuare il bonifico in mattinata, ma causa ritiro busta-paga solo dopo le ore 15 e mancanza di fondi liquidi ho dovuto rinunciare al gioiellino!
Per molti studenti le prime battaglie perse sono contro le divisioni e le moltiplicazioni, quest'ultime poi ci perseguitano ovunque, dagli sconti 3x2 dei supermercati alle versioni 4x4 delle auto. Perdonate la frase senza senso ma non sapevo cosa scrivere e volevo solo linkarvi questo video interessante, buona visione!
L'altro giorno parlando con alcuni amici, non so come, non so perchè ma è saltato fuori l'argomento "ARROTINO". Non è la prima volta che mi trovo a parlare di questa figura mitologica e questo la dice lunga sulle tematiche che affronto con gli altri! Ho notato però una cosa molto interessante, (se vi capiterà fateci caso, vi auguro di avere discussioni più interessanti!) e cioè che le osservazioni che vengono fatte sono sempre le stesse, la si pensa tutti allo stesso modo! Procediamo per gradi, chi è l'Arrotino?
Questa creatura leggendaria è solita muoversi con una Fiat Uno Bianca, attrezzata con due megafoni dell'ante-guerra che diffondono incessantemente il fastidiosissimo annuncio, noto purtroppo a tutti voi. Chi non è stato svegliato durante un riposino pomeridiano o la domenica mattina da queste parole:
"donne, è arrivato l'arrotino! arrota: coltelli, forbici, forbicine, forbici da seta, coltelli da prosciutto. donne! e' arrivato l'arrotino e l'ombrellaio aggiustiamo gli ombrelli l'ombrellaio, donne! ripariamo cucine a gasse. abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. se avete perdite di gas, noi le aggiustiamo. se la cucina fa fumo, noi eliminiamo il fumo della vostra cucina a gasse. e già che ci siamo noi eliminiamo il carlino della vostra vicina di casa lavoro subito immediato! donne, è arrivato l'arrotino!"
La cosa che fa più sorridere di questo messaggio è il fatto che sia esattamente lo stesso in tutta Italia. Come diavolo è possibile che in qualsiasi posto vi trovate, sentite sempre quella voce inconfondibile che declama il messaggio con toni da cinegiornale anni '40 dell'Istituto Luce e, come sempre, pronunciando "gasse" al posto di "gas"?
Non ho utilizzato a caso il termine "Mitologico", qualcuno di voi ne ha mai incontrato uno dal vivo? Vi siete mai rivolti ai suoi irrinunciabili servizi? Non sono valide le testimonianze del sentito dire, tipo: "mio cugino è un arrotino"..."mia nonna una volta ha chiamato l'arrotino".Nulla contro questo mestiere, quello che però mi chiedo è: "come fa un arrotino a sopravvivere?" perchè diciamoci la verità, quanto lavoro svolge ogni giorno? quanti diamine di coltelli da prosciutto difettosi ci saranno da sistemare? quanti ombrelli da 3€ presi dai cinesi dovranno essere aggiustati? deve avere un tariffario altissimo, solo per ripagarsi della manutenzione dell'auto deve chiedere una parcella che a confronto un notaio e un poveruomo!Mi sono però ripromesso che appena avrò l'occasione, anzi la benedizione celeste di riascoltare quelle note meravigliose, corro in cucina a distruggere un coltello, poi spacco l'ombrello di mia sorella (al mio ci tengo troppo, l'ho avuto come gentile omaggio durante un concerto di Eelst) ed invoco l'aiuto urlando: "Arrotinoooooo, aiutoooo!!!"
Direi che per oggi posso anche finirla qui, per tutti coloro che volessero saperne un pò di più, date pure uno sguardo al sito dell' Associazione nazionale degli Arrotini e delle Coltellerie (AAeC).
Dopo una settimana di telefonate ed e-mail io e Marino (operatore dell'Apple Store) siamo riusciti ad effettuare l'ordine del mio gioiellino. Ora devo attendere la telefonata che mi comunicherà l'approvazione del finanziamento richiesto per l'acquisto e poi saprò quanti giorni di estenuante agonia mi separeranno dall'arrivo del piccolo. Speriamo vada tutto per il meglio!
Sono molto legato a questo film, appena ho letto la sceneggiatura mi sono subito innamorato del personaggio ed ho accettato molto volentieri la parte. Tanto impegno e sacrificio da parte di tutto il cast, nessuno escluso ma alla fine il risultato si è visto e la risposta del pubblico ci ha ripagato in pieno. Esperienza davvero emozionante, dedico questo premio alla mia famiglia, ai miei amici e a Susy Capezzolo!
La coppia Boldi-De Sica si è separata e comunque non l'avete mai sopportata? I Cartoon americani di tecnologica fattura non vi attraggono affatto? Gli Horror vi fanno paura solo a sentirne il titolo? Permettetimi allora di consigliarvi quello che sarà indiscutibilmente il film di Natale!
Sopra un prototipo di missile tedesco con sei gallette cadauno come desco i nostri eroi van dritti al cuor della marziana le verdi antenne al nostro duce piegherai
fascisti su marte! Rosso pianeta bolscevico e traditor fascisti su marte! con un moschetto e un "me ne frego" dentro al cuor! siamo incredibili! siam sommergibili! siamo gli ignifughi irrevocabili conquistator! del sangue ecco l'odor ed anche a questi alieni ora le reni spezzerem! Fascisti su marte! Pianeta rosso aspetta che veniam da te Fascisti su marte! noi ti daremo un altro duce e un altro re!
Oggi pomeriggio sono finalmente riuscito a parlare con gli operatori dell'Apple Store. La prima telefonata è stata un pò deprimente, l'operatore non mi è sembrato molto felice di essere al lavoro quest'oggi e quindi mi è stato di poco aiuto. Le altre due telefonate sono state invece più confortanti, voci più squillanti e soprattutto interattive. Mi hanno dato le informazioni che stavo cercando e mi hanno consigliato di prendere una decisione prima possibile, altrimenti l'arrivo del gioiello potrebbe addirittura slittare dopo Natale! Speriamo vada tutto per il meglio!
P.S. Questa mattina al mio risveglio il mio socio mi ha riferito che nel sonno ho farfugliato una frase del tipo:" mac...thinkpad". Più che un sogno sto computer sta diventando un'ossessione...
Ricordate il video che testimonia l'imbarazzante fila di persone formatasi a Tokyo per l'innaugurazione dell' Apple Store? Tutta quella fila per vedere poi cosa? Un paio di computer bianchi con una mela muccicata? Neanche avessero un ascensore ultramoderno!!!
Ecco come ogni buon anti-Gates avrebbe annunciato la notizia.
"La nota azienda Micro$oft di Re-du-mond, produttrice del noto sistema operativo Winzozz ha appena acquisito il noto browser Firefox...l'inizio della fine!"
In realtà è solo un ottimo fake. Per tutti coloro che sono interessati alla notizia eccovi il link del sito, che è davvero ben fatto.
Scrivo giusto per informarvi che sto utilizzando il Powerbook G4 del caro Napalm!!! Una goduria unica, la differenza si vede, ed ho solo utilizzato la tastiera per ora eh eh. Ora basta scrivere, devo esplorare al meglio OS X. Ciao e alla prossima!
Voglio iniziare oggi a raccontare passo dopo passo quelle che saranno le tappe fondamentali di un progetto molto speciale per me. Spero infatti di realizzare nel breve periodo quello che è per me da tempo un sogno e che sarà sicuramente l'acquisto della mia vita, vista la spesa da sostenere tutta a mio carico. Ho deciso di switchare e divenire finalmente un utente Mac a tutti gli effetti. Il mio desiderio è quello di poter acquistare il nuovo portatile Apple della linea professional, il Macbook Pro .
Com'è che fà quella canzone?...Dai quella di...si dai di quel cantante...quello che prima suonava con quel gruppo...l'hanno anche usata per quella pubblicità...guarda la canzone la conosci per forza...l'avrai sentita migliaia di volte...il video poi è famosissimo...dai poi la usano sempre su quel programma quando fanno il balletto...porca miseria...mi ricordo come fa ma non so cantare e non penso riesco a fartela capire...dai è famosa...
BASTA CON QUESTI SIPARIETTI! NON TI RICORDI LA CANZONE?
Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni '80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni. Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi,ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori. Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni. Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2. Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.co.co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fattia ccaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare."), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego, dei Puffi, i Voltron, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita. L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L'ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi. Viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag. Facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo :) :D :P
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Selezionato come «prima scelta assoluta»: non era mai accaduto a un pollentino. Giocherà nei Camerino Bulls. Lui: «Un sogno»
NEW YORK - Giorno storico per la pallacanestro italiana.
Manuel «Flea» Fabbrizi è stato selezionato dai Camerino Bulls come prima scelta assoluta del Nba. Non era mai accaduto che un pollentino avesse un simile onore. «Viva l'Italia», esclama a ragione il sito ufficiale della National Basketball Association, dove la foto di Manuel sorridente campeggia in home, accompagnata da un interrogativo tutto yankee: ma dove sta Pollenza?
N.B. Precisiamo che la foto ci è stata concessa dal diretto interessato
Notizia tratta dal sito de "La Repubblica" di oggi:
TRE RAGAZZI ITALIANI INVENTANO TELEFONINO AD OLOGRAMMI
Tre ragazzi sono gli inventori del nuovo telefonino ad ologrammi, in grado di proiettare immagini nello spazio delle immagini. Si tratta di due ragazzi della provincia di Foggia ed una di Sulmona, in provincia dell'Aquila che si sono aggiudicati il "Nokia University Program", il concorso organizzato dalla Nokia Italia e rivolto alle universita' italiane. I gruppi partecipanti al concorso dovevano realizzare un piano di innovazione sul tema della Convergenza Digitale. Il progetto primo classificato alle nazionali e' stato realizzato da Roberto Marchesani di San Giovanni Rotondo, laureato in Economia Informatica, da Giusy Bisceglia di Manfredonia laureata in Economia Informatica e Daniela Di Placido di Sulmona, laureata in Economia Aziendale: tutti studenti dell'universita' 'Gabriele d'Annunzio' di Pescara. I tre inventori, che hanno vinto un viaggio in Finlandia presso la sede centrale della Nokia ed un corso di formazione alla Nokia Accademy, hanno ideato un nuovo telefono della categoria smartphone che utilizza la tecnologia ad ologrammi per la proiezione nello spazio delle immagini senza supporto, pareti o pannelli, in grado di far convergere all'interno di un unico device le funzionalita' di piu' strumenti: dal telefono mobile al palmare, dal video proiettore al notebook. Lo schermo ad ologrammi, che puo' raggiungere le dimensioni di 20 pollici, proiettato al di sopra del telefono, e' immateriale ed attraversabile con qualsiasi oggetto. Ad esso e' associata la funzionalita' di touchscreen che permette l'interattivita' con gli oggetti proiettati simulando virtualmente l'utilizzo di un mouse.
PENSARE CHE IO HO APPENA PRESO UN NOKIA 6680...DOH!
Vuoi parlare con Dio? Senti il bisogno di confessare tutti i tuoi peccati direttamente a lui o di chiedergli qualsiasi cosa sapendo che lui è in grado di realizzarla?
Ma io dico, vi sembra questo il modo di comportarsi! Non ho nulla a che fare co sta gente io, a dirla tutta non ho neanche visto di cosa tratta il sito, m'è bastato leggere l'URL per sentirmi infastidito. Facciamo così dategli uno sguardo e fatemi sapere,ciao e grazie.
Quando ho visto questo video ho pensato: "wow, sapevo che un pò di trucco e l'abile mano di un 'photoshop-user' poteva migliorare l'aspetto di una persona ma in questo caso si tratta di un mezzo miracolo." I miei complimenti alla Dove che ha realizzato questo spot innovativo e controtendenza, basta con le creme magiche e le maschere rigeneranti, sappiate valutarvi senza rimanere schiave dell'estetica, la perfezione fisica non esiste. Volete apparire bene in foto? Imparate ad usare Photoshop! :-)
Evviva, ero sicuro che prima o poi l'avrei trovato! Durante le lunghe ricerca con il fedele Google mi chiedevo "ma è mai possibile che non ci abbia pensato nessuno?.....dovrò farlo io?". Finalmente l'ho trovato! E' il programma indispensabile per chi vuole convivere serenamente con il proprio computer. Basta problemi, basta arrabbiature inutili, solo certezze e sicurezze!
Chiedo venia per la mia prolungata assenza, concedetemi qualche riga per giustificarmi.Tutto è iniziato in una calda giornata estiva civitanovese. Io ed il mio caro amico Fulvio, comodamente distesi su due lettini, ci stavamo godendo la splendida giornata. Mentre si chiacchierava del più e del meno, si avvicinano un ragazzo ed una ragazza che ci chiedono se possono disturbarci per qualche minuto. Per farle breve, vi dico che erano due fotografi ingaggiati da una nota rivista italiana, alla ricerca di un volto nuovo per un calendario. Pensavo fosse una candid-camera ed invece mi sono dovuto ricredere. Non ci crederete ma ho davvero fatto un calendario! Non posso pubblicare l'intero progetto, mi è stato però concesso di anticipare la foto che più mi è piaciuta. Spero di avervi convinto, mi auguro possiate perdornarmi.