lunedì 26 febbraio 2007

UN CALCIO AL CALCIO

Articolo tratto da Fiorentina.it

E’ una impersonificazione di Ermanno Licursi, il dirigente della squadra di calcio di terza categoria, ucciso dalla violenza radicata nella nostra società. Il defunto si dice “incazzato” per l’atteggiamento di noi, che siamo ancora quaggiù ma sopratutto per il comportamento ipocrita della nostra classe politica.

Alcuni passaggi:

“Il mio nome, fra due giorni, non dirà più niente. Come, purtroppo, non dirà più niente quello di Raciti. Come non dicono assolutamente più niente quelli di Paparelli, di Spagnolo, di Fonghessi, di Furlan, di Filippini, di De Falchi. Come non dicono più niente quelli di trentanove persone morte calpestate in uno stadio belga. O quelli di quattro ragazzi morti carbonizzati in un vagone ferroviario, la stessa fine che rischiò di fare un ragazzino di quattordici anni a Firenze, tale Ivan Dall’Olio.”

“Per me, no, nessun funerale in diretta televisiva. Nessun arcivescovo che si è scomodato per dirmi il funerale. E, soprattutto, nessun bel discorso su come “salvare il calcio”, nessuna ricetta magica, nessun modello inglese, nessuna sfilata di siti internet di mezzo mondo con la notizia in prima pagina. Niente di niente. Nessuna sottoscrizione del TG5. Nessuna borsa di studio per i miei figli. “

“E questi qui parlano di “tolleranza zero”. La tolleranza zero, mi permetto di dire e poi torno nel mio nulla eterno, dovrebbe essere verso di loro. Verso il potere.”


Leggete qui l'intero articolo, dedicategli e dedicatevi questa lettura, merita davvero.


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